La solitudine del bambino nella separazione
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Il mediatore familiare è un terzo imparziale che aiuta la coppia a gestire il momento delicato della separazione.

Un arbitro o meglio, come brillantemente spesso definito, un direttore di orchestra dove i genitori insieme sceglieranno che musica comporre e soprattutto quale strumento utilizzare.

Non ha niente a che vedere con un avvocato né tantomeno con uno psicologo. Egli non può predisporre una terapia o fornire un aiuto alle parti attraverso colloqui di sostegno.  

Il mediatore sfrutta le competenze di psicologia acquisite nella sua formazione, utilizzandole solo per una migliore e più proficua comprensione dei clienti, effettuando riformulazioni precise che facciano sentire le persone comprese e accolte. 

Al di là delle contrapposte posizioni assunte dai teorici e dei pratici della mediazione, una diversità fondamentale tra mediazione e terapia può rinvenirsi nell’obiettivo finale da raggiungere che qualifica il rapporto tra il professionista e la coppia e che, nel caso della mediazione familiare, è prevalentemente orientato al raggiungimento di accordi concreti fra i coniugi per il benessere dei minori, più che allo studio analitico degli aspetti psicoemotivi.

Un elemento che contraddistingue la mediazione è il mancato intervento su quanto vi sia di patologico o patogeno in ciò che i clienti riportano.

In questo caso, il valore aggiunto di una formazione psicologica si può rivelare un’arma a doppio taglio: se da un lato permette di identificare con precisione problematiche individuali o relazionali disfunzionali, dall’altro può risultare difficile trattenersi dall’intervenire direttamente su tali problematiche.

La caratteristica essenziale della mediazione è proprio quella di mediare tra due posizioni, senza dover necessariamente seguire il rigore di qualsiasi codice o il rigore dell’oggettivazione, agendo sempre con il fine di risolvere problemi pratici senza analizzare il passato ma piuttosto uno sguardo volto sempre verso il presente e il futuro.

Gli accordi presi dovranno essere di carattere pratico, indirizzati a risolvere problemi che riguardano la quotidianità.

Non si ricercano interpretazioni o definizioni ma si prova a ricercare un potenziale che possa promuovere un concreto accordo, un dialogo e una collaborazione…nulla è definito, tutto può cambiare con la consapevolezza che i protagonisti veri restano i figli e un ambiente sereno è essenziale per la loro crescita.

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