Cos’è la mediazione familiare
La mediazione familiare viene vista spesso come uno strumento nuovo nonostante abbia radici ben profonde e radicate in diverse civiltà e culture. Gli antropologi ritrovano tracce di mediazione familiare già nelle antiche Tribù in cui si richiedeva ad anziani e saggi del villaggio di aiutare ad appianare controversie tra famiglie o villaggi. Essa nel tempo è stata utilizzata in diversi modi e in diversi campi di impiego con l’obbiettivo di facilitare la comunicazione e assistere i disputanti nel raggiungere decisioni consensuali. In Europa inizia ad acquisire una propria autonomia concettuale e comincia ad essere utilizzata come consulenza tecnica d’ufficio nei divorzi a partire degli anni novanta.
Il Consiglio d’Europa, il 21 Gennaio del 1998, con la raccomandazione n. 98 suggerisce la mediazione familiare come meccanismo per la risoluzione di questioni affettive che accompagnano problematiche familiari. In Italia inizia ad affermarsi solo recentemente, pubblicizzata soprattutto dalla Legge 54 2006 (nota come legge sull’affido condiviso): la mediazione familiare si prefigura come un’opportunità rivolta ad una coppia in crisi, uno strumento di tutela per ogni soggetto della famiglia stessa ma soprattutto per la parte debole, i minori.
Mamma e Papà possono individuare e sperimentare, con l’aiuto del mediatore familiare, terzo e imparziale, nuovi e diversi modi relazionali per trovare un accordo funzionale al benessere proprio e dei figli.
La Mediazione è un percorso a sostegno della genitorialità, in cui la coppia può essere aiutata a gestire le difficoltà emotive ed organizzative causate dalla rottura del legame coniugale.
Essa si presenta come uno spazio di incontro neutro, nel quale la coppia ha la possibilità di affrontare tutte le questioni relative alla propria separazione, sia negli aspetti relazionali, sia in quelli economici.