Il 5 Dicembre alle ore 20:45, presso il Puntodonna, in Via Piero Maroncelli 19, Forlì, si svolgerà il convegno “So-Stare nel conflitto” rivolto a genitori, nonni, insegnanti e a tutti coloro siano interessati a questo delicato tema.
Relatore del convegno sarà il Dott. Salvatore Coniglio, esperto in mediazione familiare, nonché docente di corsi riconosciuti dall’Aimef e operatore presso vari centri famiglia della regione Emilia Romagna. L’incontro offrirà un clima di approfondimento e dialogo sul tema del conflitto.
Ormai da diverso tempo anche nel nostro territorio la mediazione familiare è stata individuata come una utile risorsa da offrire a sostegno della genitorialità che rischia di essere messa a dura prova in una fase di forte criticità, come può essere appunto quella separativa.
La mediazione dei conflitti, per mezzo di specifiche tecniche operative, interviene in differenti contesti e può rappresentare un valido strumento con cui accogliere il disordine e permettere ai soggetti coinvolti di avviare, riprendere un dialogo interrotto o, viceversa, di crearne uno nuovo in un’ottica che tenta di superare schemi rigidi di presa in carico individuale di tipo assistenziale, in ciò favorendo e restituendo ai contendenti la capacità di governare il conflitto.
L’esperienza fin qui condotta a tutti i livelli ci indica che la pratica della mediazione, la ricerca del dialogo, dell’ascolto, della comprensione delle ragioni dell’altro non ha alternative e chi di queste cose si occupa quotidianamente non può esaurire la propria attività nell’azione rivolta esclusivamente ai “contendenti” ma dev’essere orientata a promuovere e diffondere una nuova e diversa cultura della percezione e gestione del conflitto, ancora improntata alla logica della vittoria dell’uno sull’altro e che favorisce e legittima la definizione di schieramenti che negano la posizione di neutralità accogliente.
Incidere sulla cultura ancora dominante significa anche agire come agenzia formativa-promozionale, orientata a cogliere e a favorire cambiamenti verso quanti, soggetti sia pubblici che privati, interagiscono con le famiglie alle prese con situazioni conflittuali, in una prospettiva sistemica che abbia al centro l’idea di benessere dei bambini, in quanto soggetti più fragili ed esposti.
Il conflitto è un’esperienza ineluttabile, universale e addirittura necessaria: a variare nel tempo e nello spazio sono le modalità in cui gli esseri umani e le società agiscono e gestiscono questo fenomeno.
Le differenti forme di violenza e la guerra sono esempi di modalità distruttive di gestione del conflitto.
Nell’accezione comune, esso indica uno scontro tra ciò che una persona, o il proprio gruppo di appartenenza, desidera e un’istanza interiore, interpersonale o sociale che impedisce la soddisfazione del bisogno, dell’esigenza o dell’obiettivo connessi a tale desiderio.
Questo
erroneo convincimento porta a credere che sia meglio risolvere subito,
piuttosto che “sostare” nel conflitto e osservare quello che accade e vederlo
come importante occasione di apprendimento per conoscersi meglio, per
rafforzare l’autonomia, e il senso di reciproca appartenenza in un percorso
evolutivo di differenziazione.
L’obiettivo dell’evento è quello di esplorare il tema dell’educazione al conflitto e aprire le porte a una visione creativa e trasformativa delle relazioni umane per risvegliare importanti risorse in ognuno di noi.
L’evento è gratuito, a numero chiuso, per informazioni e iscrizioni tel. 3209317637 oppure scrivere a info@paolaausilio.it