Ritrovare la serenità familiare tramite la mediazione
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Informativa sulla Mediazione Familiare…Facciamo un pò di chiarezza

La Mediazione Familiare oggi più che mai, merito sicuramente del tanto criticato e poco acclamato decreto Pillon, ha trovato spazio nelle trasmissioni televisive, giornali e pagine dei social, eppure solo i pochissimi che hanno avuto un approccio diretto conoscono i benefici e la realtà di questa figura professionale.

Ma come possiamo capire se questa figura può fare veramente al caso nostro?

Di seguito saranno riportate sinteticamente 10 FAQ utili che aiuteranno a comprendere meglio questa nuova professione.

1. Mi sto separando…a cosa mi serve la Mediazione Familiare?

La Mediazione Familiare è uno strumento utile al raggiungimento di un accordo di separazione o divorzio per una maggiore cura degli interessi, soprattutto dei figli minori.

2. La Mediazione Familiare può essere avviata prima o dopo essersi rivolti al Tribunale o agli avvocati?

La Mediazione Familiare può essere avviata in qualsiasi momento e quando vi sono difficoltà a mettere in atto gli accordi di separazione già adottati.

3. Posso essere obbligato/a dall’ex coniuge, dall’avvocato o dal giudice ad intraprendere la Mediazione Familiare?

Caratteristica essenziale della mediazione è la volontarietà, nessuno, neppure un giudice, può obbligare la coppia ad intraprendere un percorso di Mediazione Familiare.

4. Quanto dura il percorso? Può essere sospeso o interrotto?

Il percorso di mediazione dura circa 10 incontri, può essere sia interrotto che sospeso per volere delle parti o dallo stesso mediatore familiare.

5. Il mediatore scelto dal coniuge può instaurare un percorso a favore di una parte?

Il ruolo del mediatore è imparziale nel rapporto con i genitori; egli opera affinchè i genitori si impegnino a non usare strumentalmente, l’uno contro l’altro, i contenuti delle discussioni e delle negoziazioni in una procedura giudiziaria, ivi compresa la disponibilità ad intraprendere il percorso.

6. Il mediatore è obbligato a riferire l’esito della mediazione agli avvocati o al giudice?

No, il mediatore nel rispetto del codice deontologico, è tenuto a mantenere riservatezza rispetto al contenuto ed all’esito del percorso.

7. Che cos’è la tregua legale in Mediazione Familiare?

Il mediatore familiare durante il percorso suggerisce ai genitori, qualora ne ravvisi la necessità, di non intraprendere iniziative giudiziali e/o stragiudiziali l’uno contro l’altro, invitandoli a valutare, con i rispettivi legali, l’opportunità e la praticabilità di una tregua della procedura legale.

8. I mediatori familiari sono iscritti in appositi albi?

Al momento in Italia non esiste un apposito albo per i mediatori familiari, attualmente la Mediazione Familiare rientra nell’ambito applicativo della Legge n. 4/2013 contenente disposizioni in materia di professioni non organizzate in Ordini e Collegi, della legge 14 febbraio 2006, n.54 (Separazione genitori e affidamento condiviso dei figli) e successivi interventi legislativi.

9. Quali titoli deve avere un Mediatore Familiare?

Il vuoto normativo è stato in parte colmato con la pubblicazione della Norma tecnica UNI 11644:2016 fornendo una descrizione dei requisiti di conoscenza e competenza del mediatore familiare, pertanto la qualifica di mediatore familiare può essere raggiunta, da ciascun professionista, le cui lauree rientrino in quelle previste dalla citata Norma e solo a seguito di un idoneo corso di formazione.

10. Quanto costa un percorso di Mediazione Familiare?

I prezzi per seduta vanno dai 60 ai 100 euro, la prima generalmente è gratuita. Il costo del percorso completo, ovviamente, dipende dal numero di incontri che vengono fatti, nulla toglie che potranno essere necessarie solo un paio di sedute oppure, nei casi più difficili, più di 10.

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